Quante volte ci è capitato di trovarci in una situazione di tensione dovuta ad una nostra scelta? Immobili di fronte a un acquisto che sappiamo di non poterci permettere ma che desideriamo più di qualsiasi altra cosa? O indecisi se aprire o no un altro pacchetto di sigarette?

Ebbene, questa sgradevolissima sensazione ha una spiegazione: la Dissonanza.
In latino il termine “dissonantia” indicava una disarmonia, una discordanza a livello musicale ma che può verificarsi anche tra idee, atteggiamenti e comportamenti di una singola persona.

Normalmente siamo abituati a una situazione di armonia tra pensiero e azione ma nel momento in cui questo equilibrio viene a mancare ecco che prende forma una tensione prima invisibile e poi sempre più invadente.
Festinger, nel 1957, introdusse il termine di Dissonanza Cognitiva per identificare la presenza di assunzioni ‘dissonanti’ tra loro, che per la loro contrapposizione provocano disagio psicologico (Castelli, 2004).

Per questo motivo, quando ci troviamo con amici che fumano siamo indecisi se fumare o meno un’altra sigaretta perché “sappiamo che fumare fa male” ma allo stesso tempo “desideriamo goderci quel momento di condivisione in compagnia”.
In quel momento si sta manifestando una Dissonanza Cognitiva: il nostro pensiero sa che fumare è sbagliato (cognizione n.1) ma allo stesso tempo decidiamo di fumare lo stesso (cognizione n.2 in contrasto con la precedente).

Per cercare di allentare lo stato di tensione e diminuire il dualismo conflittuale elaboriamo allora degli espedienti per ripristinare la nostra coerenza interna (Hogg e Vaughan, 2016).
Festinger individuò tre modalità di risoluzione dell’incongruenza psicologica:

·       Cambiare una delle due cognizioni (Accomodazione per aumentare la coerenza);

·       Portare delle evidenze a sostegno del comportamento discordante (Alimentazione del comportamento incoerente);

·       Ridurre la distanza tra le due cognizioni discordanti (Diminuzione della dissonanza).

Utilizzando una delle tre modalità individuate da Festinger tenteremo di ridurre quella sensazione di disagio che altrimenti ci impedirebbe di vivere serenamente molte delle nostre decisioni.

Ad esempio, se ci trovassimo all’interno di una relazione disfunzionale con una persona che ci piace (cognizione n.1) ma che sappiamo essere sbagliata per noi (cognizione n.2), potremmo scegliere tra diverse modalità di risposta:

·       “Non è sbagliata per me, sono io che non so quello che voglio” (Accomodazione per aumentare la coerenza);

·       “Non sono mai stata così bene come quando sto con lui” (Alimentazione del comportamento incoerente);

·       “So che non è la persona giusta ma preferisco stare male dopo piuttosto che privarmi di quello che posso avere adesso” (Diminuzione della dissonanza).

Questi sono solo degli espedienti che utilizziamo per tentare di ridurre l’incoerenza derivata dalle nostre decisioni ma che ci possono essere utili per capire i meccanismi che stanno dietro alle nostre scelte.
Nella medesima situazione, infatti, un’altra persona avrebbe potuto dire:

·       “Non funzionerebbe mai tra di noi, meglio chiuderla subito” (Accomodazione per aumentare la coerenza);

·       “Anche se mi fa stare bene adesso devo pensare al futuro” (Alimentazione del comportamento incoerente);

·       “Troverò qualcuno che mi farà stare bene allo stesso modo e non mi farà soffrire” (Diminuzione della dissonanza).

Entrambe queste modalità possono essere la risposta alla nostra indecisione, non sempre ce n’è una migliore dell’altra, dipende sempre da una moltitudine di fattori.
Siamo noi a decidere cosa è coerente e cosa non lo è, sulla base delle nostre idee, i nostri valori e i nostri pensieri. Non esiste una decisione giusta o sbagliata a prescindere, esiste la decisione giusta o sbagliata per noi, in quel momento e in quella situazione.
Quindi, la prossima volta che ti trovi difronte a una scelta non pensare necessariamente a quello che secondo gli altri è la decisione migliore ma a quello che per te è l’opzione ottimale, coerente con ciò che tu vuoi per te stesso, per aumentare il tuo benessere.
Se sei a dieta e desideri ardentemente un profiterole al cioccolato chiediti: sono più importanti il mio peso e il mio colesterolo o il piacere di assaporare una pralina ricoperta di glassa al cioccolato, che aumenta la serotonina e porterebbe una decina di Like in più una volta postata la foto su Instagram?

“Ai posteri l’ardua sentenza” (Manzoni).

 

Bibliografia

Alberti, G. (1964). Alessandro Manzoni (Vol. 354). Garzanti.

Castelli, L. (2004). Psicologia sociale cognitiva. Un’introduzione. Bari: Laterza.

Hogg, M. A., Vaughan, G. M. (2016). Psicologia Sociale. Teorie e applicazioni. Milano: Pearson.

Treccani, G. (1949). Enciclopedia italiana. Istituto poligrafico dello Stato: Roma.